RAFFORZAMENTO DELLE CARCERI E REINSERIMENTO SOCIALE DEI DETENUTI: ECCO COSA PREVEDE IL DECRETO LEGGE

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Giorgia Meloni e del Ministro della giustizia Carlo Nordio, ha approvato un decreto-legge denominato “Carcere sicuro” che introduce misure urgenti in materia penitenziaria, di giustizia civile e penale e di personale del Ministero della giustizia.

Con questo provvedimento si vuole rafforzare la sicurezza, l’operatività e l’efficienza degli istituti penitenziari, oltreché migliorarne il funzionamento attraverso l’assunzione e la formazione di nuovo personale di polizia penitenziaria tra il 2025 e 2026.

Reinserimento sociale dei detenuti 

Per quanto riguarda il reinserimento dei detenuti il Ministro Nordio punta ad un’umanizzazione carceraria prevedendo procedure più snelle e semplici per ottenere pene detentive alternative al carcere.

Nello specifico il decreto stabilisce che spetterà al pubblico ministero indicare espressamente nell’ordine di esecuzione della pena (emesso alla fine del processo, quando la sentenza diventa definitiva) tutte le riduzioni previste dalle normative sulla liberazione anticipata, rendendo così immediatamente comprensibile ai detenuti la durata residua della pena in caso di ottenimento di tutte le riduzioni. Quindi, a meno che il PM non segnali al tribunale di sorveglianza la cattiva condotta del detenuto, scatterà lo sconto di 45 giorni ogni sei mesi per buona condotta. A decidere dunque non sarà più il tribunale di sorveglianza ma direttamente il Pubblico Ministero competente per l’esecuzione della pena., rendendo così più veloce e snella la procedura.

Per quanto riguarda invece le misure alternative alla detenzione (semilibertà, affidamento in prova, detenzione domiciliare), potranno essere decise non più in via provvisoria, ma definitivamente e più rapidamente dal magistrato di sorveglianza, senza passare per il tribunale collegiale. Il magistrato di sorveglianza avrà l’obbligo di accertare d’ufficio la sussistenza dei requisiti necessari per la richiesta di dette misure.

Inoltre, al fine di garantire il benessere psicologico del detenuto il provvedimento introduce una modifica all’art.39 del regolamento penitenziario, incrementando i colloqui telefonici mensili con i familiari che aumenteranno da 4 a 6.

Il decreto prevede poi la possibilità per alcune tipologie di detenuti di terminare la loro pena all’interno delle comunità; a tale scopo viene istituito l’albo delle comunità, che pertanto potranno accogliere alcune tipologie di detenuti – come quelli con residuo di pena basso, i tossicodipendenti e quelli condannati per determinati reati – dove potranno scontare il fine pena.

L’introduzione del reato del peculato per distrazione

Infine, il decreto introduce una nuova norma sul reato di indebita destinazione di denaro o cose mobili, una forma di peculato per distrazione. Questo reato prevede la reclusione da sei mesi a tre anni per i funzionari pubblici che utilizzano risorse per scopi diversi da quelli legali. Questa modifica è stata introdotta per evitare un vuoto normativo dopo l’abolizione del reato di abuso d’ufficio, prevenendo così possibili infrazioni da parte dell’Unione Europea.

Gloria Vindigni

Direttrice di Lexacivis

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