IUS SOLI IN AMERICA: COSA CAMBIEREBBE CON TRUMP

Donald Trump, nel suo primo giorno da 47esimo Presidente degli Stati Uniti, ha firmato cinquanta ordini esecutivi, la maggior parte dei quali sono volti a contrastare quella che lui stesso definisce un’emergenza nazionale: la migrazione dei messicani verso gli Usa. 

Difatti, uno dei provvedimenti siglati da Trump riguarda proprio la modifica dello ius soli, vale a dire il diritto di cittadinanza acquisito per il solo fatto di essere nato in territorio americano.

IL DIRITTO DI CITTADINANZA NELLA COSTITUZIONE AMERICANA

Il 14esimo emendamento della Costituzione americana stabilisce che chiunque nasca in America è automaticamente cittadino americano.

Tale diritto, attualmente, è riconosciuto anche ai bambini nati in America da genitori stranieri.

Per il riconoscimento della cittadinanza secondo lo ius soli, sono previste due fasi: la prima attesta, attraverso il certificato di nascita, dove e quando è nato il bambino; successivamente (dunque nella seconda fase) con la richiesta del passaporto (documento per il quale è necessaria la presentazione del certificato di nascita) che ne sancisce di conseguenza la cittadinanza americana.

Trump, con il nuovo ordine esecutivo, vuole opporsi a questa prassi impedendo così ai bambini nati dopo trenta giorni dall’entrata in vigore del provvedimento da genitori clandestini, nonché ai bambini nati in territorio americano da madre con visto temporaneo e padre straniero di ottenere la cittadinanza e la residenza secondo lo ius soli, di conseguenza vieta la possibilità di avere il passaporto.

Il provvedimento nello specifico stabilisce che prima di emettere documenti come il passaporto, tutte le agenzie federali dovranno confermare lo stato di immigrazione dei genitori.

COSA CAMBIEREBBE SE L’ORDINE VENISSE APPLICATO 

L’ordinanza contro lo ius soli per i figli di immigrati, però, ad oggi, non può essere applicata in quanto, come abbiamo detto nel paragrafo precedente, contrasta con quanto sancito dal 14esimo emendamento della Costituzione americana ed è proprio sull’incostituzionalità dell’atto che si sono avviate molte battaglie legali.  

 Perché l’ordine esecutivo venga a tutti gli effetti applicato, dunque, bisognerebbe modificare la Costituzione, il che  vorrebbe dire avviare una procedura assai complessa che richiede la maggioranza dei due terzi della Camera e del Senato oltre che l’approvazione da parte dei tre quarti dei cinquanta Stati americani.

In ultimo, ma non meno importante, bisogna tener conto del ruolo della Corte suprema.

In attesa di sapere se il provvedimento sarà o meno applicabile, già diversi Stati hanno presentato ricorso contro di esso.

Gloria Vindigni

Direttrice di Lexacivis

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