Fin dal giorno del suo insediamento Trump aveva annunciato “l’età dell’oro inizia ora” (per l’America si intende) dando, nei giorni successivi il via al suo programma politico, da subito in maniera decisa, chiara con la firma di cinquanta ordini esecutivi che riguardano i diritti, la politica migratoria, l’intelligenza artificiale, solo per citarne alcuni.
Tutti provvedimenti che, sostanzialmente, non hanno fatto altro che accrescere notevolmente e in maniera piuttosto rapida il potere esecutivo a discapito degli altri due poteri, quello legislativo e quello giudiziario.
Le decisioni del Presidente creano squilibrio tra i poteri
Ricorderete l’ordine esecutivo firmato contro lo ius soli e le relative questioni di incostituzionalità sollevate dai giudici americani lo scorso febbraio.
Diversi sono stati, infatti, i giudici che si sono opposti all’applicazione del provvedimento contro l’immigrazione perché viola l’articolo 14 della Costituzione americana.
Tuttavia, lo scorso giugno, la Corte Suprema ha stabilito che le sospensioni del provvedimento richieste dai giudici sono incostituzionali.
Tale decisione ha di fatto limitato il potere giudiziario, in quanto ha impedito ai giudici di esprimersi attraverso le ingiunzioni nazionali e favorendo così l’operato del Presidente americano. Vi è da dire però che attualmente i giudici della Corte Suprema sono in maggioranza conservatori dunque più vicini ideologicamente a Trump.
Un altro episodio di cui abbiamo parlato e che ancora una volta ha mostrato lo squilibrio tra i vari poteri è l’attacco all’Iran, avvenuto lo scorso giugno. Anche in questo caso Trump ha agito senza chiedere il permesso all’organo competente, ossia il Congresso, che d’altro canto non ha adottato nessuna contromisura per limitarlo.
In ultimo, lo scorso 3 luglio, la Camera ha approvato la cosiddetta “ Grande e bellissima legge” ovvero una serie di misure, perlopiù di carattere economico, che non fanno altro che rimarcare la disparità di trattamento tra i cittadini.
Tale legge prevede il taglio delle tasse per la popolazione più ricca, riduce la possibilità di assistenza socio-sanitaria per i più fragili ma soprattutto, visti i costi elevati per la sua attuazione, farà aumentare il debito pubblico americano.
In questo caso, Trump, per ottenere l’approvazione della legge, ha avviato una campagna di convincimento via social indirizzata ai parlamentari americani.
La fine della democrazia americana
Quelli del paragrafo precedente sono solo alcuni esempi che dimostrano come, in pochi mesi, sia stato possibile creare un forte squilibrio tra i poteri più importanti e costituzionalmente garantiti di uno Stato democratico: il potere esecutivo, il potere legislativo e il potere giudiziario.
Viene dunque da chiedersi se tale squilibrio tra poteri possa in qualche modo e in un tempo non troppo lontano preannunciare la fine della democrazia in America.
L’espansione del potere esecutivo voluta con ogni mezzo da Presidente americano è stata possibile grazie ad un sistema, quello della democrazia liberale, ormai vecchio e indebolito che ha generato una profonda crisi istituzionale alla quale i rappresentanti degli altri due poteri (legislativo e giudiziario) non sono stati capaci di opporsi.
Altresì non va sottovalutata l’abilità con la quale Donald Trump, in qualità di Presidente eletto dal popolo, ha forzato l’interpretazione di norme e di leggi eliminando così il limite tra ciò che è lecito e ciò che non lo è.
Gloria Vindigni
Direttrice Lexacivis