CRISI RUSSIA-UCRAINA: UNO SCONTRO ANCHE SUL PIANO DEI DIRITTI INTERNAZIONALI E DEI VALORI COSTITUZIONALI

di De-Graft Adomako – Dottore in Giurisprudenza e presidente di Lexacivis

Dopo diversi tentativi falliti per risolvere la crisi tra la Russia e l’Ucraina, all’alba del 24 febbraio, il presidente della Federazione Russa Vladimir Putin ha annunciato in diretta tv l’avvio delle operazioni militari in Ucraina, definendole un’“operazione speciale” a difesa dell’indipendenza delle due repubbliche auto-dichiarate di Donetsk e Luhansk, nella regione del Donbass.

L’azione del presidente russo viola i diritti internazionali. L’articolo 2 paragrafo 4 della Carta delle Nazioni Unite impone agli Stati di astenersi, nell’ambito delle loro relazioni internazionali, dalla minaccia o dall’uso della forza volte “contro l’integrità territoriale o l’indipendenza politica di qualsiasi Stato”: i confini si possono modificare esclusivamente tramite accordi, non mediante l’uso della forza.

La risposta dei Paesi occidentali a questa invasione da parte di Mosca sono i diversi pacchetti di sanzioni che vanno a colpire il settore finanziario, quello energetico e dei trasporti, ma anche le esportazioni che possono contribuire al miglioramento della capacità militare e tecnologia russa. Tutto questo nel rispetto del capitolo VII dello Statuto Onu (articoli 41 e 42) che disciplina l’azione rispetto alle minacce e violazioni alla pace ed agli atti di aggressione e che prevede “misure non implicanti l’impiego della forza armata”.

L’Italia e gli alleati vogliono una soluzione pacifica alla crisi, anche nel rispetto dell’articolo 11 della nostra Costituzione che recita “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali“.
Sebbene negli ultimi anni il nostro Paese ha violato quest’articolo partecipando attivamente alle cosiddette “missioni di Pace” in Afghanistan e Iraq, oltre che bombardando la Libia di Gheddafi nel 2011, la speranza questa volta, sia nel rispetto della nostra Costituzione sia dei diritti internazionale, è che l’Italia possa promuovere l’apertura dei tavoli di negoziazione tra Russia, Ucraina e Stati Uniti affinché non vengano dispiegati missili a medio raggio.

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