CHI DETURPA, PAGA

Nelle prime settimane di gennaio la Camera ha approvato, in via definitiva, con 138 sì, il disegno di legge già precedentemente ribattezzato “ddl eco-vandali”. Provvedimento fortemente voluto dal Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, che a seguito dell’approvazione ha dichiarato che: «La legge stabilisce un principio cardine: d’ora in poi, chi arrecherà dei danni al patrimonio culturale e paesaggistico sarà costretto a pagare di tasca propria il costo delle spese per il ripristino integrale delle opere».

La stretta penalistica, cercata dall’Esecutivo, è conseguenza dei blitz da parte degli attivisti di “Ultima Generazione” alla Barcaccia, celebre fontana situata in Piazza di Spagna, e a Palazzo Vecchio a Firenze. Entrambe le azioni si sono caratterizzate dall’utilizzo di una vernice di scarsa solubilità in acqua che ha deturpato il travertino della fontana e le pietre storiche dell’edificio, comportando notevoli costi per il ripristino.

COSA PREVEDE LA LEGGE

La norma prevede sanzioni più alte che vanno ad aggiungersi a quelle di natura penale, che già prevedono la reclusione da sei mesi a cinque anni. La nuova sanzione amministrativa sarà compresa tra i 20 mila e i 60 mila euro e colpirà chi «Distrugge, disperde, deteriora o rende in tutto o in parte inservibili o non fruibili beni culturali o paesaggistici propri o altrui».

Invece, chi «Deturpa, imbratta o destina i beni culturali a un uso pregiudizievole o incompatibile con il loro carattere storico o artistico», come nel caso degli attivisti per l’ambiente di “Ultima Generazione”, potrà essere punito con una sanzione tra i 10 mila e i 40 mila ero.

I proventi delle sanzioni saranno devoluti al Ministero della Cultura, che li impiegherà in via prioritaria per ripristino dei beni danneggiati.

Edoardo Maniago

Vicepresidente Lexacivis

Lascia un commento