Il mese scorso, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali ha svolto un’informativa al Consiglio dei ministri in merito alla salute e alla sicurezza nei luoghi di lavoro, con particolare focus sulle attività ispettive svolte nel corso del 2023.
A tal proposito, occorre fare una breve premessa in merito alla normativa vigente.
La norma cardine che disciplina la materia è il D. Lgs. 81/2008, oltre successive modifiche ed integrazioni (Testo unico in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi lavoro), il quale prevede un modello di gestione sulla valutazione dei rischi, finalizzato a programmare la prevenzione contro gli infortuni e altri danni alla salute del lavoratore, attuando il giusto bilanciamento tra la tutela dei lavoratori e l’esigenza di semplificare gli adempimenti burocratici per le aziende.
Le figure di garanzia previste dalla disciplina in esame, con il compito di impartire ovvero rispettare e far rispettare le direttive in materia di sicurezza aziendale, sono il datore di lavoro, il dirigente, il preposto e il lavoratore, il quale non è soltanto destinatario delle tutele, ma riveste un ruolo attivo, con precise responsabilità.
Oltre a coloro che fanno parte tradizionalmente della struttura aziendale, il D. Lgs. n. 81/2008 individua ulteriori soggetti che – in tema di prevenzione e sicurezza – svolgono compiti di natura tecnica, forniscono consulenza (Servizio di prevenzione e Protezione e medico competente) oppure rivestono funzioni di natura consultiva e partecipativa (Rappresentante dei Lavoratori per la sicurezza) o, ancora, hanno compiti di intervento in circostanze emergenziali (Addetti alla gestione delle emergenze).
A tal proposito, l’Ispettorato Nazionale del Lavoro, che dal 2017 ha assorbito le funzioni delle Direzioni Interregionali e Territoriali del Lavoro, ha il compito di svolgere attività ispettiva nei vari luoghi di lavoro, al fine di verificare che vengano rispettate le normative vigenti in materia.
Gli organi accertatori, durante i controlli, rivestono il ruolo di Polizia Giudiziaria e, a seconda dell’ambito in cui essi operano, possono far parte delle Forze dell’Ordine, ad esempio Guardia di Finanzia, Carabinieri o Polizia, oppure di alcune Pubbliche Amministrazioni, come ASL, INPS o INAIL.
L’ispezione sul lavoro può avvenire su iniziativa dell’ufficio ispettivo o per il tramite di una segnalazione, solitamente una richiesta di intervento, magari avanzata da un lavoratore o dall’organizzazione sindacale che lo rappresenta.
Nello specifico, i controlli avvengono mediante l’acquisizione di una serie di informazioni e di documentazione, poi annotate in uno specifico verbale, e si concentrano principalmente sulla corretta applicazione delle leggi da parte dell’azienda in materia di lavoro, di assicurazione obbligatoria, di contribuzione, di previdenza, di infortuni e malattie professionali, di legislazione sociale, di tutela della salute e sicurezza sui posti di lavoro.
Nel caso in cui si riscontrino delle violazioni, saranno messe a verbale e diventeranno oggetto di specifiche procedure a carico del datore di lavoro e, a seconda dell’irregolarità, si intenteranno procedimenti penali o amministrativi.
Durante l’attività ispettiva effettuata nel corso del 2023, come riferito dal Ministro durante l’informativa al CdM, sono emerse numerose criticità, soprattutto nell’ambito delle aziende edili:
– su un totale di 92.658 accessi, 20.755 sono inerenti alla vigilanza in materia di salute e sicurezza, con un incremento di 3.720 ispezioni rispetto all’anno precedente;
– per quanto riguarda gli accessi ispettivi in edilizia, il livello di irregolarità registrato è stato pari al 76,48%;
– secondo l’ultimo rapporto Inail, le denunce di infortunio sul lavoro presentate tra gennaio e dicembre sono state 585.356 (-16,1% rispetto al 2022), 1.041 delle quali con esito mortale (- 4,5%).
Il Ministro ha inoltre evidenziato il recente incremento della consistenza delle forze ispettive: il personale a disposizione dell’Ispettorato nazionale del lavoro è oggi pari a 3.198 ispettori civili, dei quali 846 tecnici, a cui si aggiunge il personale ispettivo del Nucleo carabinieri, dell’Inps e dell’Inail. Con l’attuale organico, nel 2024 sarà possibile sviluppare un’attività investigativa specifica maggiore del 40% rispetto al 2023.
Infine, il Consiglio dei Ministri ha evidenziato la necessità di un provvedimento organico per il potenziamento della tutela in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, il coordinamento e il rafforzamento delle attività ispettive e del sistema sanzionatorio, anche in relazione al subappalto e alla somministrazione illecita e fraudolenta, oltre alla qualificazione delle imprese, alla formazione del datore di lavoro e dei lavoratori e alla salvaguardia delle imprese regolari.
Martina Benvenuto
Vicepresidente Lexacivis