Da diverso tempo ormai i mass-media parlano di aggressioni sia fisiche che verbali, nei confronti degli operatori socio-sanitari o addirittura danni alle strutture ospedaliere da parte dei pazienti e dei loro familiari; un fenomeno, questo, che sta diventando sempre più frequente e che crea malcontento e paura nei medici e negli infermieri che non si sentono tutelati.
Il Governo già nei mesi scorsi è intervenuto approvando un Decreto Legge contenente misure urgenti per contrastare la violenza nei confronti dei professionisti sanitari, socio-sanitari, ausiliari e di assistenza e cura nonché di danneggiamento dei beni destinati all’assistenza sanitaria.
Nei giorni scorsi il Decreto Legge è stato convertito in Legge.
Le novità introdotte dal Decreto Legge
Vediamo nel dettaglio cosa prevedeva il Decreto Legge n. 137 del 2024, poi convertito in legge.
Viene inserito un nuovo comma all’interno dell’articolo 635 del codice penale che disciplina il reato di danneggiamento «Chiunque, all’interno o nelle pertinenze di strutture sanitarie o socio-sanitarie residenziali o semiresidenziali, pubbliche o private, con violenza alla persona o con minaccia ovvero in occasione del delitto previsto dall’articolo 583-quater, distrugge, disperde, deteriora o rende, in tutto o in parte, inservibili cose ivi esistenti o comunque destinate al servizio sanitario o socio-sanitario, e’ punito con la reclusione da uno a cinque anni e con la multa fino a 10.000 euro. Se il fatto e’ commesso da piu’ persone riunite, la pena e’ aumentata.».
Vengono modificati anche gli articoli 380 e 382 bis del codice di procedura penale.
Nello specifico, in questa seconda fattispecie viene introdotto un nuovo comma che prevede l’arresto in flagranza per i delitti non colposi o, quando questo non è possibile, l’arresto in differita per l’autore di aggressioni nei confronti del personale sanitario o danneggiamento alla struttura sanitaria, purché sussistano prove video-fotografiche che documentino il fatto.
Le prime applicazioni della legge
La legge contro la violenza al personale sanitario ha trovato fin dai primi giorni dalla sua approvazione un forte riscontro nella realtà, infatti vi sono già stati arresti in flagranza e in flagranza differita.
Le associazioni di categoria si dichiarano soddisfatte dell’intervento del Governo pur riconoscendo, però, che quanto previsto dalla nuova legge non è sufficiente a tutelare i diretti interessati.
Le stesse auspicano che, oltre alle sanzioni introdotte dalla normativa, vi siano:
- percorsi formativi indirizzati al personale sanitario
- sistemi di videosorveglianza
- iniziative che favoriscano il ripristino di un rapporto rispettoso tra medico e paziente
Anche le forze politiche dell’opposizione ribadiscono l’insufficienza della legge in esame, evidenziando la necessità di incrementare le risorse economiche per sopperire alla carenza di organico che grava sulla sanità ormai da anni, anziché agire aumentando le pene.
Gloria Vindigni
Direttrice di Lexacivis