STUDENTI PLUSDOTATI: FINALMENTE LA SCUOLA LI VALORIZZA?

Negli ultimi tempi sono stati diversi gli interventi normativi fatti dal Ministero dell’Istruzione per migliorare l’educazione degli studenti da un lato e tutelare gli insegnanti dalle aggressioni dall’altro. L’ultima novità risale proprio ai giorni scorsi quando la Commissione Cultura del Senato ha approvato il testo del ddl che detta “Disposizioni per il riconoscimento degli alunni con alto potenziale cognitivo, l’adozione di piani didattici personalizzati e la formazione del personale scolastico” e che dovrà poi essere approvato dal Senato e dalla Camera.

La questione dei plusdotati in Italia

Gli alunni plusdotati sono studenti con capacità cognitive superiori rispetto ai loro coetanei.

Va detto che riconoscere e valorizzare adeguatamente queste persone (che attualmente rappresentano circa il 5% degli studenti nel nostro Paese), non è facile; molto spesso infatti vengono fatte diagnosi tardive o addirittura sbagliate e, di conseguenza, vengono elaborati piani didattici non adeguati e, purtroppo sono molti i ragazzi che si sentono incompresi, isolati e  abbandonano la scuola anzitempo.

L’Italia è tra i pochi Paesi europei che non ha ancora emanato una legge che consenta agli studenti brillanti di completare i loro studi in modo tale che le loro qualità siano valorizzate al massimo.

Un vuoto normativo questo che gli addetti ai lavori cercano di colmare da anni ma che fino ad oggi ha portato solo a disposizioni frammentarie e poco chiare.

Cosa prevede il disegno di legge da esaminare

Il testo del disegno di legge che dovrà essere esaminato si compone di dieci articoli e punta a:

  • riconoscere in anticipo gli alunni plusdotati 
  • adottare piani scolastici personalizzati
  • formare i docenti (almeno 20 ore di formazione e successivamente 15 ore di aggiornamento)
  • avviare un’adeguata collaborazione scuola-famiglia
  • prevenire l’abbandono scolatico

Altra importante novità è l’introduzione di un referente per l’alto potenziale cognitivo il quale dovrà individuare l’alunno plusdotato e proporre un piano personalizzato oltre che l’eventuale passaggio alla classe successiva previo esame. 

I futuri insegnanti dovranno sostenere altresì un apposito esame dedicato alla plusdotazione.

Il testo ha già ricevuto le prime critiche, difatti gli psicologi temono che si considerino solo gli aspetti cognitivi tralasciando dunque quelli emotivi e sociali; inoltre la figura del referente è stata giudicata inutile.

Non sappiamo se il disegno di legge verrà (finalmente) approvato, certo è che, come evidenziato dal Consiglio d’Europa nella sua raccomandazione n.1248 del 1994 “Nessun Paese può effettivamente permettersi di sprecare il talento e non identificare in tempo ogni potenziale intellettuale o di altro tipo sarebbe uno spreco di risorse umane. Ciò richiede gli strumenti giusti” .

Gloria Vindigni

Direttrice Lexacivis

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