Via libera della Camera dei deputati alla dichiarazione d’urgenza, che consentirà un iter parlamentare più rapido per la proposta di legge della Lega, presentata due anni fa, sulle condizioni per l’acquisizione della cittadinanza italiana.
Incalzata da un tema di grande attualità, la riemigrazione e dai temi della sicurezza, la maggioranza di Governo, specificamente Lega e Fratelli d’Italia, spingono per un ulteriore irrigidimento della normativa in entrambi gli ambiti.
Partiamo dalla proposta della Lega, che introduce nuove cause ostative all’acquisizione della cittadinanza italiana e amplia le ipotesi in cui questa potrà essere revocata.
Uno degli interventi principali riguarda i minori. L’attuale normativa non prevede specifiche cause ostative all’acquisizione della cittadinanza. La proposta della Lega introduce invece un impedimento per i minori stranieri coinvolti in reati gravi contro la persona, contro il patrimonio o in materia di spaccio di sostanze stupefacenti. In tali casi, l’acquisizione della cittadinanza resterebbe sospesa fino all’intervenuta riabilitazione.
Sul fronte della revoca, il provvedimento estende in modo significativo le fattispecie attualmente previste dalla legge. Oggi la cittadinanza può essere revocata solo in casi limitati, principalmente in presenza di condanne definitive per reati di terrorismo o attività eversive. La proposta della Lega, firmata dai deputati Igor Iezzi e Simona Bordonali, aggiunge ulteriori ipotesi di revoca, includendo reati quali omicidio, violenza sessuale, maltrattamenti contro familiari e conviventi, tratta di esseri umani, costrizione o induzione al matrimonio.
In attesa dell’approvazione definitiva della proposta di legge, resta aperto il dibattito sulla sua compatibilità con la Costituzione, il diritto dell’Unione europea e gli obblighi derivanti dal diritto internazionale. Su tali profili, qualora la norma entri in vigore e venga sollevata una questione di legittimità costituzionale, sarà la Corte costituzionale a pronunciarsi.
Accanto al testo della Lega, alla Camera è in discussione anche una proposta di Fratelli d’Italia che interviene sulle procedure di rimpatrio. Attualmente il trasferimento dei detenuti stranieri nel Paese d’origine è subordinato al consenso dell’interessato. Dopo il tentativo, attraverso un emendamento al Decreto Sicurezza, di introdurre un incentivo economico destinato agli avvocati per favorire i rimpatri “volontari” dei migranti, il nuovo disegno di legge di Fratelli d’Italia eliminerebbe tale requisito, agevolando il rimpatrio dei cittadini stranieri condannati con sentenza definitiva a una pena superiore a un anno di reclusione.
De-Graft Adomako
Presidente Lexacivis