È stata approvata alla Camera dei Deputati, il 2 maggio del 2019, con 451 voti favorevoli, la proposta di legge ordinaria che ha la finalità di istituire “l’insegnamento trasversale dell’educazione civica” e le “iniziative di sensibilizzazione alla cittadinanza” nella scuola dell’infanzia, primaria e secondaria. Ora si aspetta anche l’esame del medesimo disegno di legge da parte del Senato, il quale, se approvato, verrà applicato “dal 1° settembre del primo anno scolastico successivo all’entrata in vigore della presente legge”.

PRINCIPI E LINEE GUIDA:

All’art. 1, co. 1 e 2, del disegno di legge vengono posti una serie di valori e princìpi su cui si deve ancorare tale insegnamento. Tra questi spiccano:

– la formazione di “cittadini responsabili e attivi”;

– la promozione della “partecipazione piena e consapevole alla vita civica, culturale e sociale delle comunità, nel rispetto delle regole, dei diritti e dei doveri”;

– lo sviluppo nelle istituzioni scolastiche della “conoscenza della Costituzione italiana e delle istituzioni dell’Unione europea per sostanziare, in particolare, la condivisione e la promozione dei princìpi di legalità, cittadinanza attiva e digitale, sostenibilità ambientale, diritto alla salute e al benessere della persona”.

Le linee guida, che faranno da binari per il concretarsi dello sviluppo delle competenze e degli obiettivi di apprendimento, verranno decise tramite decreto del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca in coerenza con le indicazioni nazionali e assumendo a riferimento quanto disposto dall’art. 3 del disegno. A tal proposito, tale articolo elenca le seguenti tematiche:

a) “Costituzione, istituzioni dello Stato italiano, dell’Unione europea e degli organismi internazionali; storia della bandiera e dell’inno nazionale”;

b) “Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, adottata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 25 settembre 2015”;

c) “educazione alla cittadinanza digitale”;

d) “elementi fondamentali di diritto, con particolare riguardo al diritto del lavoro”;

e) “educazione ambientale, sviluppo ecosostenibile e tutela del patrimonio ambientale, delle identità, delle produzioni e delle eccellenze territoriali e agroalimentari”;

f) “educazione alla legalità”;

g) “educazione al rispetto e alla valorizzazione del patrimonio culturale e dei beni pubblici comuni”.

Non solo, ma sulla base del secondo comma verranno altresì promosse “l’educazione stradale, l’educazione alla salute e al benessere, l’educazione al volontariato e alla cittadinanza attiva” e tutto l’impianto educativo sarà finalizzato “ad alimentare e rafforzare il rispetto nei confronti delle persone, degli animali e della natura”.

SOGGETTI, VALUTAZIONI ED ORARIO:

I soggetti deputati alla promozione dell’educazione civica sono “le istituzioni del sistema educativo di istruzione e formazione”, le quali dovranno prevedere nel curricolo di istituto le figure che in prima persona dovranno occuparsi dell’insegnamento della materia. Le istituzioni scolastiche, a tal fine, dovranno utilizzare le risorse dell’organico dell’autonomia e l’insegnamento dovrà essere affidato “ai docenti abilitati all’insegnamento delle discipline giuridiche ed economiche”, se disponibili nell’organico. Inoltre per ciascuna classe, tra i docenti a cui è affidato l’insegnamento dell’educazione civica, verrà individuato un docente con compiti di coordinamento.

L’educazione civica, al pari di ogni altra materia, “è oggetto delle valutazioni periodiche e finali” e la proposta di voto, espressa in decimi, è formulata dal docente coordinatore sulla base degli elementi acquisiti dai docenti stessi a cui è affidato il compito di insegnamento di tale disciplina.

L’orario, durante il quale verrà svolto l’insegnamento trasversale dell’educazione civica, è stabilito per ciascun anno di corso e “non può essere inferiore alle 33 ore annue”. Il tutto dovrà svolgersi nei limiti del monte orario obbligatorio previsto dalla normativa vigente. Per facilitare l’inserimento di questa materia, gli istituti scolastici “possono avvalersi della quota di autonomia utile per modificare il curricolo”.

L’insegnamento di tale particolare materia non si svolgerà solamente secondo il classico schema della lezione frontale tra docenti e studenti, ma si valorizzerà con la partecipazione delle famiglie attraverso l’integrazione del “Patto educativo di corresponsabilità” estendendolo anche alla scuola primaria. Tale patto è finalizzato a definire in maniera dettagliata e condivisa diritti e doveri nel rapporto tra istituzione scolastica autonoma, studenti e famiglie.

La partecipazione è estesa anche ad “altri soggetti istituzionali”, al “mondo del volontariato e del Terzo settore” tramite esperienze extra-scolastiche e la costituzioni di reti anche di durata pluriennale. Infine i comuni potranno promuovere ulteriori iniziative in collaborazione con le scuole, “con particolare riguardo alla conoscenza del funzionamento delle amministrazioni locali e dei loro organi, alla conoscenza storica del territorio e alla fruizione stabile di spazi verdi e spazi culturali”.

Per valorizzare al meglio l’insegnamento dell’educazione civica il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca costituirà “l’Albo delle buone pratiche di educazione civica”, in cui “sono raccolte le buone pratiche adottate dalle istituzioni scolastiche nonché accordi e protocolli sottoscritti dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca per l’attuazione delle tematiche relative all’educazione civica e all’educazione alla cittadinanza digitale”. La finalità è appunto quella di condividere e diffondere soluzioni organizzative ed esperienze di eccellenza. Inoltre il Ministero, annualmente, con proprio decreto, indirà “un concorso nazionale per la valorizzazione delle migliori esperienze in materia di educazione civica, al fine di promuoverne la diffusione nel sistema scolastico nazionale”.

CLAUSOLE FINALI:

A chiusura della normativa vengono posti due punti: uno di carattere politico e l’altro di carattere economico.

1. Secondo il primo punto il “Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca presenta con cadenza biennale alle Camere una relazione sull’attuazione della presente legge, anche nella prospettiva dell’eventuale modifica dei quadri orari che aggiunga l’ora di insegnamento di educazione civica”.

2. Mentre, in ottemperanza alla seconda clausola, “Dall’attuazione delle disposizioni della presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica”.

E.M.

Pubblicato da Lexacivis

Lexacivis è un sito a scopo informativo, che porta i cittadini a conoscenza delle leggi a loro più vicine in modo chiaro e semplificato.

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