In data 5 ottobre il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Giuseppe Conte e del Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, ha approvato un decreto-legge che introduce disposizioni urgenti in materia di immigrazione, protezione internazionale e complementare, modifica agli articoli 131-bis e 588 del codice penale, nonché misure in materia di divieto di accesso agli esercizi pubblici ed ai locali di pubblico trattenimento e di contrasto all’utilizzo distorto del web.

Vediamo le modifiche che il testo apporta alla disciplina vigente:

  • LA PROTEZIONE INTERNAZIONALE DEGLI STRANIERI

La normativa vigente prescrive il divieto di espulsione e respingimento nel caso in cui il rimpatrio determini, per l’interessato, il rischio di tortura. Con il decreto attuato ieri, si aggiunge a questa ipotesi il venir meno del rischio che lo straniero sia sottoposto a trattamenti inumani o degradanti e se ne vieta l’espulsione anche nei casi di rischio di violazione del diritto al rispetto della sua vita privata e familiare. In tali casi, si prevede il rilascio del permesso di soggiorno per protezione speciale. 

Inoltre, il provvedimento affronta il tema della convertibilità dei permessi di soggiorno rilasciati per altre ragioni in permessi di lavoro. Alle categorie di permessi convertibili già previste, si aggiungono quelle di protezione speciale, calamità, residenza elettiva, acquisto della cittadinanza o dello stato di apolide, attività sportiva, lavoro di tipo artistico, motivi religiosi e assistenza ai minori.

  • RIFORMA DEL SISTEMA DI ACCOGLIENZA DESTINATO AI RICHIEDENTI PROTEZIONE INTERNAZIONALE E AI TITOLARI DI PROTEZIONE 

Il decreto riforma anche il sistema di accoglienza destinato ai richiedenti protezione internazionale e ai titolari di protezione, creando il cosiddetto “Sistema di accoglienza e integrazione”. Le attività di prima assistenza continueranno ad essere svolte nei centri governativi ordinari e straordinari. Successivamente, il Sistema si articolerà in due livelli di prestazioni: il primo dedicato ai richiedenti protezione internazionale, il secondo a coloro che ne sono già titolari, con servizi aggiuntivi finalizzati all’integrazione.

  • SANZIONI RELATIVE AL DIVIETO DI TRANSITO DELLE NAVI NEL MARE TERRITORIALE 

Si prevede che, nel caso in cui ricorrano i motivi di ordine e sicurezza pubblica o di violazione delle norme sul traffico di migranti via mare, il provvedimento di divieto sia adottato, su proposta del Ministro dell’Interno, di concerto con il Ministro della Difesa e con il Ministro delle Infrastrutture, previa informazione al Presidente del Consiglio. Per le operazioni di soccorso, la disciplina di divieto non si applicherà nell’ipotesi in cui vi sia stata la comunicazione al centro di coordinamento ed allo Stato di bandiera e siano rispettate le indicazioni della competente autorità per la ricerca ed il soccorso in mare. In caso di violazione del divieto, si richiama la disciplina vigente del Codice della navigazione, che prevede la reclusione fino a due anni e una multa da 10.000 a 50.000 euro. Sono eliminate invece le sanzioni amministrative introdotte in precedenza.

  • INTRODUZIONE DI NORME CHE RAFFORZANO I DISPOSITIVI A GARANZIA DELLA SICUREZZA PUBBLICA 

Si rafforza il c.d. “Daspo urbano”, rendendo possibile per il Questore l’applicazione del divieto di accesso nei locali pubblici anche nei confronti dei soggetti che abbiano riportato una o più denunce o una condanna non definitiva, nel corso degli ultimi tre anni, relativamente alla vendita o cessione di sostanze stupefacenti o psicotrope. 

Inoltre, si interviene sul trattamento sanzionatorio conseguente alla violazione del divieto, prevedendo, la pena della reclusione da sei mesi a due anni e la multa da 8.000 a 20.000 euro.

  • MISURE DI CONTRASTO AL FENOMENO DELLO SPACCIO DI STUPEFACENTI ATTRAVERSO SITI WEB

Si estende il meccanismo dell’oscuramento (già utilizzato per il contrasto alla pedopornografia online) a quei siti che, sulla base di elementi oggettivi, devono ritenersi utilizzati per la commissione di reati in materia di stupefacenti.

  • LA “NORMA WILLY”

La seguente misura è stata adottata dopo la morte del giovane, Willy Monteiro Duarte, fuori da una discoteca nel Lazio.

Si inaspriscono le pene per i soggetti coinvolti in risse, prevedendo che, qualora qualcuno resti ucciso o riporti lesioni personali, il solo fatto della partecipazione alla stessa sia punibile con la reclusione da sei mesi a sei anni.

  • DISPOSIZIONI PER RENDERE PIÙ EFFICACE L’ESERCIZIO DELLE ATTIVITÀ DEL GARANTE NAZIONALE DEI DIRITTI DELLE PERSONE PRIVATE DELLA LIBERTÀ PERSONALE 

Si stabilisce un rafforzamento delle sanzioni applicate in caso di comunicazioni dei detenuti sottoposti alle restrizioni di cui all’articolo 41-bis della legge n. 354 del 1975

Si prevede, infine, una nuova fattispecie di reato che sanziona chi introduce o detiene all’interno di istituti penitenziari telefoni cellulari o dispositivi mobili di comunicazione.

D.A.

Pubblicato da Lexacivis

Lexacivis è un sito a scopo informativo, che porta i cittadini a conoscenza delle leggi a loro più vicine in modo chiaro e semplificato.

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