di Gloria Vindigni – Dottoressa in Giurisprudenza e collaboratrice di Lexacivis

Al compimento del diciottesimo anno d’età ognuno di noi può esprimere il proprio consenso o diniego sulla donazione di organi e tessuti a scopo di trapianto.

Il trapianto d’organi avviene tra un soggetto sano (donatore) e un soggetto malato (ricevente), lo scopo dell’intervento è quello di sostituire un organo danneggiato con uno sano restituendo così al ricevente una qualità di vita migliore.

Si possono donare i propri organi dopo la morte o in alcuni casi, quando si è ancora in vita (rene, parte del fegato, polmoni, cute, placenta, pancreas, intestino e cellule staminali).

Diventare donatore di organi, tessuti o cellule significa affermare con determinazione il nostro sì alla vita, significa voler cedere parti del nostro corpo senza pretendere nulla in cambio.

Tale scelta è basata sul rispetto dei principi di gratuità, libertà, consapevolezza, volontarietà e anonimato, volti a tutelare sia il donatore che il ricevente.

Nello specifico, il nostro ordinamento non prevede alcuna remunerazione economica e il costo dell’intervento è a carico del sistema sanitario nazionale; vieta altresì a qualsiasi individuo di comprare o vendere organi e riconosce che l’atto di donare deve essere fatto in maniera libera e volontaria. Difatti, come implica il termine stesso, l’atto in senso stretto non può essere considerato come un obbligo bensì come un’opportunità che deve essere valutata dopo aver ricevuto un’adeguata informazione in merito; a tal proposito la disciplina sui trapianti garantisce l’anonimato per tutte le parti coinvolte.

La pratica dei trapianti avviene in modo chiaro e tracciabile grazie ad una rete di cooperazione nazionale ed internazionale ed è praticata solamente in centri specializzati. Le strutture ospedaliere in cui avviene la donazione operano indipendentemente dai centri di trapianto, mentre una rete organizzativa su tutto il territorio nazionale coordina e mantiene i contatti.

I riceventi vengono selezionati da una lista d’attesa in base al loro stato clinico e ai principi d’equità; tuttavia il trapianto, come tutti gli interventi, comporta dei rischi (ad esempio la trasmissione di malattie) che vengono limitati grazie al personale medico competente, l’utilizzo di tecniche e strumentazione all’avanguardia.
La normativa che disciplina la dichiarazione di volontà per essere considerato donatore è vasta e complessa, ciò è dato dal fatto che le modalità per esprimere il proprio consenso alla donazione sono differenti e coinvolgono diversi enti.

La Legge 1 aprile 1999, n. 91 rubricata “Disposizioni in materia di prelievi e di trapianti di organi e di tessuti” rappresenta il primo passo per regolamentare in maniera completa il tema della donazione di organi e tessuti in Italia. Nei sui ventotto articoli la Legge disciplina il prelievo di organi e tessuti post mortem facendo riferimento a quanto stabilito dalla legge 29 dicembre 1993 n.578 e al successivo Decreto Ministeriale 22 agosto 1994 n. 582 (aggiornato poi con il decreto 11 aprile 2008).

In particolare l’articolo 23 della Legge 91 del 1999 introduce il principio del consenso o dissenso esplicito, riconoscendo così ad ogni individuo la possibilità di esprimersi liberamente quando è ancora in vita sull’essere o meno donatore.

Ad oggi la dichiarazione di volontà può infatti essere espressa:
• Facendo una dichiarazione presso le aziende sanitarie, le aziende ospedaliere o gli ambulatori di medicina generale
• Facendo una dichiarazione presso i centri regionali trapianti
• Facendo una dichiarazione durante il rilascio/rinnovo della carta di identità
• Rilasciando una dichiarazione in carta libera o sui moduli predisposti presso enti pubblici o associazioni di donatori in cui oltre al consenso siano indicati i dati personali, la data e la firma
• Compilando e firmando il tesserino blu del Ministero della Salute o delle associazioni di settore

Il Decreto Ministeriale 8 aprile 2000 riconosce le aziende sanitarie locali come punti di raccolta e registrazione delle dichiarazioni di volontà che poi verranno trasmesse al sistema informativo trapianti (SIT); con il successivo Decreto Ministeriale 11 aprile 2008 vengono riconosciuti come punti di raccolta anche i Centri Regionali Trapianto e i Comuni. Questi ultimi, si specifica devono aver sottoscritto una convenzione con l’ASL e solo in un secondo momento trasmettono le dichiarazioni al SIT.

Con una serie di interventi normativi, l’ultimo nel 2015, il Ministero della Salute ha disposto che nella carta di identità sia indicato il consenso o il diniego della persona a cui si riferisce a donare o meno gli organi in caso di morte.
Il Decreto Ministeriale 23 dicembre 2015 indicante le “modalità tecniche di emissione della carta di identità elettronica” all’articolo 16 disciplina la donazione di organi e tessuti.

Occorre aggiungere che qualora l’individuo abbia in un primo momento firmato la dichiarazione di volontà per la donazione e, in un momento successivo, decidesse di modificare tale decisione è libero di farlo recandosi presso la propria ASL di appartenenza oppure presso le Aziende Ospedaliere o gli ambulatori dei medici di medicina generale o i Centri Generali per i Trapianti.

Ciò che è rilevante dunque è la volontà del donatore prima della sua morte; non è consentito infatti ai familiari opporsi a tale decisione. Qualora l’individuo non abbia espresso in alcun modo la propria volontà mentre era in vita, i familiari possono esprimersi sulla donazione degli organi e dei tessuti dopo la sua morte.

La donazione degli organi e dei tessuti è una tematica la cui discussione coinvolge aspetti medico-scentifici, giuridici ed etici che riguardano non solo il donatore, il ricevente e i loro familiari ma anche tutti noi.

È dunque importante ricevere adeguate informazioni, esprimere la propria volontà e sensibilizzare su argomenti come la donazione ed il trapianto di organi, tessuti e cellule perché queste opportunità rappresentano uno dei tanti modi di dire sì alla vita.

Pubblicato da Lexacivis

Lexacivis è un sito a scopo informativo, che porta i cittadini a conoscenza delle leggi a loro più vicine in modo chiaro e semplificato.

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