MONOPATTINI ELETTRICI: LA NECESSITÀ DI UNA NORMATIVA NAZIONALE

di Gloria Vindigni – Dottoressa in Giurisprudenza e redattrice di Lexacivis

Da diversi mesi sulle nostre strade si circola, soprattutto i più giovani, con un nuovo mezzo: il monopattino elettrico.

Esso viene scelto perché più pratico, comodo ed ecologico rispetto ai mezzi pubblici tradizionali.

Ma se da un lato, il nostro legislatore, ponendo un occhio di riguardo alla tutela dell’ambiente, ha incentivato l’acquisto prevedendo un bonus che consentisse al maggior numero di persone di avere questo mezzo, dall’altro non ha regolamentato in maniera univoca l’utilizzo del monopattino elettrico.

La legge 27 dicembre 2019, n. 160 equipara il monopattino elettrico alla bicicletta facendolo così rientrare nella categoria dei velocipedi e fissando alcune regole minime quali:

  • La potenza massima per la circolazione su strada;
  • I chilometri orari consentiti per la circolazione;
  • L’età minima di 14 anni per il conducente;
  • Obbligo di luci, casco (per i minorenni) e giubbotto retroriflettente;
  • Divieto di trasportare persone, cose o animali nonché di farsi trainare da altri veicoli;
  • Sanzioni in caso di mancato rispetto delle regole.

Occorre dire però che sono sempre più numerosi gli incidenti stradali che coinvolgono chi giuda un monopattino elettrico, mettendo in discussione la reale efficacia di queste norme.

Alcuni comuni della Lombardia e della Toscana hanno tentato di risolvere tali problematiche emanando ordinanze che prevedono l’utilizzo obbligatorio del casco anche per i soggetti over 18 e limitando ulteriormente la velocità consentita.

Al momento è al vaglio in Senato un disegno di legge “Disposizioni in materia di sicurezza e di circolazione stradale dei monopattini a propulsione prevalentemente elettrica” nel quale, oltre a stabilire i limiti di velocità, l’obbligo del casco e del giubbotto retroriflettente, l’obbligo dell’assicurazione di responsabilità civile sia per i privati che per le aziende di sharing (prevedendo sanzioni in caso di rispetto), si dispone anche l’obbligo di soccorso da parte di chi è alla guida in caso di incidente e l’obbligo a carico dei comuni di individuare apposite aree di sosta oltre a quelle consentite per la sosta dei ciclomotori e dei motoveicoli.

In attesa di una normativa nazionale che definisca l’uso di questi nuovi mezzi, facciamo un appello a tutti coloro che percorrono le strade ogni giorno: siate prudenti e guidate con coscienza. Sono queste le basi per rispettare la vita e ciò che ci circonda!

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