DELEGA FISCALE

Nella giornata di martedì 5 ottobre, su proposta del Presidente Mario Draghi e del Ministro delle finanze Daniele Franco, il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno di legge delega per la revisione del sistema fiscale.

Il disegno di legge si sviluppa seguendo alcuni principi, tra cui la semplificazione del sistema fiscale, il contrasto all’evasione e la crescita economica, basata su maggiore efficienza della struttura delle imposte e riduzione del carico fiscale sui fattori produttivi.

Gli aspetti fiscali sui quali il disegno di legge interviene sono i seguenti.

Sistema duale e Irpef.  Per sistema duale si intende la distinzione tra redditi da capitale e redditi da lavoro, mentre l’Irpef è l’aliquota effettiva applicata sul reddito della persona fisica. Per quanto riguarda i redditi da capitale, il decreto prevede la medesima tassazione, proporzionale, per redditi derivanti da capitale (anche nel mercato immobiliare), mentre per i redditi da lavoro, l’obiettivo è quello di incentivare le offerte di lavoro, specialmente per fasce basse e per i giovani, attraverso la riduzione delle aliquote dell’Irpef (medie e marginali). Inoltre, altro obiettivo, il riordino delle deduzioni: sia quelle dalla base imponibile sia delle detrazioni d’imposta.

Ires. È l’imposta sui redditi delle società, ed il disegno di legge prevede che venga allineato al sistema duale (che invece è applicato a livello di reddito individuale). L’obiettivo, per quanto riguarda le imprese, è quello di avvicinare tra loro i valori civilistici e fiscali, e nello specifico per argomenti come gli ammortamenti e le variazioni in conto economico, e di ottenere una conseguente semplificazione nel funzionamento della tassazione societaria.

Iva e imposte indirette. Per quanto riguarda l’Iva, ovvero l’imposta sul valore aggiunto, si mira ad una semplificazione nella gestione dei tributi e ad un contrasto sempre maggiore all’erosione ed evasione delle imposte.

Irap. Il decreto prevede un graduale superamento dell’Irap (l’imposta regionale sulle attività produttive). Il contributo è quindi destinato a scomparire, ma comunque dovrà essere previsto anche successivamente il finanziamento al fabbisogno sanitario (attualmente coperto in parte appunto dall’Irap).

Catasto. Il decreto considera anche la modernizzazione degli strumenti di mappatura degli immobili e la revisione del catasto fabbricati. I principali obiettivi di questa manovra sono quelli di far emergere immobili che attualmente non sono accatastati, e di integrare informazioni su immobili già presenti nel catasto, rilevando per ogni unità immobiliare il valore patrimoniale e quello nominale (di mercato) introducendo così meccanismi di adeguamento periodico. I nuovi valori raccolti saranno disponibili a partire dal gennaio 2026, e non avranno alcun effetto circa le imposte o una modifica di esse.

Imposte locali. Le addizionali regionali e comunali verranno sostituite dall’Irpef, con una sovraimposta di quest’ultimo. L’Imu (imposta municipale unica) sarà un’imposta completamente comunale, e le variazioni comunque non avranno effetti sul gettito complessivo di comuni e regioni, che resterà uguale all’attuale.

Riscossione. Attraverso l’uso di banche dati e nuovi modelli organizzativi, si prevede di superare l’attuale sistema di riscossione che vede la separazione tra titolare della funzione di riscossione (Agenzia delle Entrate) e chi svolge l’attività di riscossione (Agenzia delle Entrate – Riscossione).

Infine, nel decreto di specifica che le norme tributarie verranno interamente riordinate all’interno di Codici, potenziando così il processo di semplificazione e riformulazione attraverso la codifica dell’intero organico delle norme in materia fiscale. Con la riforma, il governo specifica che non ci sarà alcun aumento delle tasse, ma solo una organica e sostanziale riorganizzazione e semplificazione del sistema fiscale.

L.P.C.

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