La guerra tra Russia e Ucraina ha stravolto gli equilibri socio-politici ed economici mondiali, ma soprattutto dell’Europa intera; gli Stati europei per far fronte alla crisi che tale conflitto ha creato (e sta creando) hanno dovuto stringere nuove relazioni internazionali.
Certamente quella che ci riguarda più da vicino è quella che coinvolge l’Italia gli Stati africani.
L’africa è anch’esso un Continente al centro di scontri bellici, ma lo scopo che l’Italia si prefigge attraverso la realizzazione del Piano Mattei è quello di valorizzare il territorio dell’intero Continente puntando sulla formazione, sul potenziamento e la sussistenza della popolazione africana nella loro terra natia.
Si tratta dunque di un rapporto, quello tra Italia e Africa, alla pari.
La collaborazione tra Italia e Africa: la nascita del Piano Mattei
Per diversi anni i vari governi che si sono susseguiti nel nostro Paese hanno cercato di avviare una strategia politica che potesse risolvere il problema dell’immigrazione, senza però mai giungere a soluzioni concrete.
Lo scorso novembre il Governo italiano ha approvato il decreto-legge n.161 del 2023 con il quale vengono introdotte le disposizioni urgenti riguardanti il Piano Mattei.
Si tratta di un piano strategico, di durata quadriennale, volto a promuovere uno sviluppo economico e sociale sostenibile e duraturo degli Stati africani e prevenire le cause profonde delle migrazioni irregolari.
Le principali tematiche che interessano il Piano sono sostanzialmente cinque (inizialmente erano state inserite anche le infrastrutture, tematica poi eliminata):
- Istruzione e formazione;
- Salute;
- Energia;
- Agricoltura;
- Acqua.
La diversità tra i settori necessita di una coordinazione tra di loro, per tale motivo il decreto sopra citato istituisce una cabina di regia la quale:
- coordina le attività di collaborazione tra Italia e Stati del Continente africano;
- finalizza il Piano Mattei e i relativi aggiornamenti;
- monitora l’attuazione del Piano;
- approva la relazione annuale al Parlamento;
- promuove il coordinamento tra i diversi livelli di governo, gli enti pubblici nazionali e territoriali e ogni altro soggetto pubblico e privato interessato;
- promuove iniziative finalizzate all’accesso a risorse messe a disposizione dall’Unione europea e da organizzazioni e soggetti internazionali, anche di natura bancaria;
- coordina le iniziative di comunicazione relative all’attuazione del Piano Mattei.
Oltre alla cabina di regia, l’altro organo competente è la struttura di missione; essa ha il compito di: assicurare supporto al Presidente del consiglio, curare il segretariato della cabina di regia e redigere la relazione sul piano da presentare annualmente (ogni 30 giugno) al Parlamento.
Il decreto- legge qui esaminato è stato poi convertito in legge con 169 voti favorevoli e 119 contrari.
Il Vertice Italia Africa e il problema dell’emigrazione
Lo scorso 29 gennaio, durante il Vertice Italia-Africa tenutosi a Roma, la Presidente Meloni ha illustrato tutte le iniziative che questo Piano intende sviluppare nel Continente africano: in Marocco sarà creato un centro di formazione sulle energie rinnovabili, in Costa d’Avorio l’obiettivo è migliorare l’accessibilità e la qualità dei servizi primari, l’Algeria e il Mozambico saranno impiegati per progetti agroalimentari, in Egitto una vasta area sarà impiegata per i nuovi metodi di coltivazione, infine in Congo e in Etiopia tutto si concentrerà sulle risorse idriche del territorio.
La realizzazione negli Stati africani di tutte queste proposte, oltre a come già detto in precedenza far emergere tutte le ricchezze che il territorio offre, garantirebbe formazione e lavoro alla popolazione locale oltre che una maggior tutela del diritto alla salute.
Ma c’è un altro aspetto, non meno importante, che la concretizzazione di questo Piano vuole mettere in evidenza: collaborare con l’Africa contribuirebbe a risolvere la problematica dell’immigrazione irregolare.
Infatti è proprio attraverso l’istruzione, la formazione, l’utilizzo delle risorse presenti in loco, nonché il contrasto alla tratta di essere umani, che si vuole garantire un diritto per anni negato, quello di non essere costretti ad emigrare, di non dover lasciare le proprie radici,
Durante il Consiglio dei Ministri del 13 febbraio è stata presentata un’informativa sulle politiche migratorie, nella quale è stata ribadita la volontà di opporsi agli sbarchi irregolari attraverso l’avviamento concreto e duraturo nel tempo di iniziative che consentano alla popolazione africana di uscire una perenne condizione di sfruttamento e povertà.
Conclusioni
Il Piano Mattei è indubbiamente stato oggetto di critiche da parte delle opposizioni politiche che l’hanno definito “una scatola vuota” per la mancanza di progetti, prospettive e obiettivi condivisi.
Oltre alle critiche altri hanno evidenziato che il Piano Mattei per essere compiuto nella sua totalità necessita, da un lato, di ulteriori risorse economiche (quelle finora stanziate sono insufficienti per progetti così importanti) e dall’altro di un coinvolgimento di tutta l’Europa.
Il Piano Mattei dovrebbe avere una rilevanza internazionale e non riguardare soltanto Africa e Italia.
Gloria Vindigni
Redattrice di Lexacivis