LEGISLAZIONE, CORPO, PARITÀ DI GENERE

di Irene Vendrame – Dottoressa in Philosophy, International and Economic Studies e redattrice di Lexacivis

Sfatiamo alcuni miti

Tra esattamente un mese sarà l’8 marzo. Spesso le prime cose che ci vengono in mente di questa data sono la mimosa e gli auguri, che appaiono un po’ ovunque, dai cartelloni pubblicitari ai gruppi WhatsApp. Ma condensare il significato di questa giornata in un insieme di vuote consuetudini o a un cerimoniale che consiste nel regalare fiori e fare gli auguri alle donne, non è solo riduttivo, ma anche ingiusto.

Quella che molti chiamano “festa della donna”, infatti, è definita più correttamente come Giornata Internazionale della Donna: con questo nome venne istituita ufficialmente dalle Nazioni Unite nel 1977 – al di là delle origini storicamente incerte degli avvenimenti cui questa data fa riferimento – non per essere un’occasione per festeggiare le donne, ma per creare un momento di celebrazione e memoria. È, da un lato, un’occasione per ricordare tutte le conquiste politiche, sociali ed economiche realizzate in passato – soprattutto nel Novecento – nell’ambito della parità dei sessi; dall’altro è il momento per fare il punto della situazione riguardo a quali sono i passi ancora da compiere per raggiungere davvero una società paritaria. Quindi sfatiamo una volta per tutte questi miti: no, gli auguri per la “festa della donna” non si dovrebbero fare (anche se comprendiamo le buone intenzioni) e sì, questa giornata non riguarda solamente le donne, ma le società intere, nel loro complesso.

I movimenti che hanno fatto la storia

Nello spirito di una celebrazione più consapevole della Giornata Internazionale della Donna, in questo mese che ci separa dall’8 marzo, noi di Lexacivis abbiamo pensato di contribuire alla riflessione collettiva dedicando una serie di post ed approfondimenti settimanali alle leggi e alle riforme che, nella seconda metà del ‘900 hanno fatto sì che l’Italia si avviasse nel cammino verso la parità di genere.

Si tratta di norme che hanno visto la luce tra gli anni ‘70 e gli anni ‘90, il filo rosso che le unisce tutte è il corpo: tutte queste leggi infatti riguardano in maniera diretta o indiretta aspetti della vita della donna che possono essere ricollegati alla sua fisicità, come per esempio la famiglia, la maternità o la sessualità.

Non è un caso che la legislatura si sia occupata del corpo femminile proprio in quegli anni: la spinta sociale che ha portato alla riforma del diritto di famiglia o alla regolamentazione dell’interruzione volontaria di gravidanza arriva in particolare dai movimenti femministi che si sono sviluppati proprio tra il 1960 e il 1980 (il cosiddetto femminismo della seconda ondata). L’obbiettivo che ha animato questo tipo di moti è stato quello di portare al centro della discussione politica ciò che prima era considerato strettamente personale: il corpo della donna e tutto ciò che lo riguardava, per l’appunto.

Un approccio al femminismo

Per conoscere meglio l’ambiente culturale femminista in cui sono nate le leggi appena citate, ma anche per venire a conoscenza di cosa è il femminismo oggi, può essere utile leggere Il corpo elettrico. Il desiderio nel femminismo che verrà di Jennifer Guerra, uscito nel giugno 2020 per la casa editrice Tlön. Si tratta di un saggio molto breve, adatto a tutti quelli che non si sono mai approcciati a contenuti femministi, perché in poche parole la giovane autrice racconta efficacemente ciò che il femminismo è stato nella storia, quali sono i temi di dibattito odierni e quali sfide si prepara ad affrontare nel futuro. Anche in questo caso il leitmotiv è il corpo della donna, che di volta in volta si trasforma in un’infinità di simboli, un corpo che diventa dolore, sessualità, vita, morte, un corpo che viene controllato e strumentalizzato. Guerra svela tutte le narrazioni che sono state prodotte riguardo al corpo femminile, mettendo in luce come queste abbiano influito sulla definizione dei ruoli di genere nella società. È proprio per questo che, oltre a conoscere le leggi che hanno portato alla parità dei diritti tra uomo e donna, è importante conoscere i processi che hanno portato a quei cambi legislativi, è importante conoscere le idee che hanno plasmato le menti, prima ancora di plasmare le legislature.

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